65
uno due tre quattro cinque
sei sette otto nove dieci
Contare sulle dita secondo la cultura Cinese
Osserviamo, a titolo di esempio, nella figura precedente la posizione delle dita nel numero otto: per un
occidentale questo sarà interpretato sicuramente come un due, mentre la posizione del numero due sarà
ambiguamente interpretata, in base al contesto, come un due (numero), come il simbolo della vittoria (“V”,
come iniziale di Victory) oppure, ancora, come gesto per richiedere la ubicazione dei servizi igienici in un
locale pubblico.
Il problema, quindi, anche in questo caso è la conoscenza del nostro pubblico, in modo da poterne
adottare, all’occorrenza, i tipici e significativi gesti che possono migliorare la comprensione e la
trasmissione di un messaggio; è anche abbastanza ovvio che l’utilizzare la corretta gestualità, sopratutto
quando questo è evidente, può essere anche percepito, dal pubblico, come un gesto di “captatio
benevolentiae”, di attenzione alla cultura e al modo di pensare dell’interlocutore, e questo non può far
altro che far aumentare la benevolenza del pubblico verso il presentatore.
C O M U N I C A Z I O N E
NON VERBALE
VERBALE
Unità e natura della
comunicazione
Continuum analogico
Digitale discreta
Produttività
Limitata
Infinita
Doppia articolazione
Assente
Presente
Struttura
Associativa
Composizionale e ricorsiva
Relazione tra veicolo fisico e
significato
Parzialmente motivata (iconismo
gestuale)
Tipo di significato
Significati emotivi e relazionali
Limitata, praticamente
antieconomica
Dislocazione
Significati proposizionali
Illimitata e sistematica
Movimenti
Chiariamo innanzitutto cosa si intende per movimento: non quello relativo solo alle mani e/o alla testa
(gestualità), o alle espressioni del volto (mimica), ma proprio gli spostamenti effettuati con tutto il corpo:
oscillazioni sul posto, passi, camminare.
Spesso un presentatore inesperto o insicuro si “pianta” in una posizione precisa, se possibile dietro un
leggio, ci si aggrappa e evita ogni qualsiasi movimento; in questo modo cerca di ottenere per via
puramente fisica una “stabilità” e una “sicurezza” che non ha raggiunto con la preparazione
sull’argomento e sulla propria “tranquillità”.
In questo modo, però, le uniche cose che ottiene sono: irrigidimento muscolare e articolare, formicolio alle
gambe, crampi, inoltre la sensazione “fisica” che trasmette è proprio quella che voleva evitare: insicurezza.
Il leggio, o qualsiasi tipo di supporto, è da usare solo per posizionarvi sopra una copia delle slide, oppure
degli appunti (scritti con caratteri molto grandi) con delle “parole chiave” che ci aiutano a ricordare tutto il
necessario, ma non per appoggiarvisi o peggio aggrapparvisi.
Un presentatore DEVE muoversi: deve fare qualche passo a destra, a sinistra, lungo l’eventuale corridoio,
e questo per una lunga serie di ottimi motivi:
•
Creare una “dinamica” che spezzi il rischio della monotonia
•
Evitare intorpidimenti e crampi, fastidi che potrebbero distrarre l’attenzione del presentatore stesso
•
Diminuire la distanza fra il presentatore e il pubblico