Come preparare una presentazione di successo - page 59

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Ripetere più volte, prestando attenzione a essere abbastanza lenti, per evitare una
“iperventilazione” piuttosto fastidiosa e, se spinta eccessivamente, anche pericolosa (può
provocare giramenti di testa e/o svenimenti)
2.
Vocalizzo (riscaldamento della voce)
Ripetere l’esercizio precedente, ma sistemando la lingua per emettere una “esse”
Ripetere l’esercizio, ma emettendo in sequenza le vocali a, e, i, o, u, “sostenendole” fino a quando
dura il fiato (es. Inspiro, espiro emettendo aaaaaaaaaaaaaaa, inspiro, espiro emettendo
eeeeeeeeeeeeeee, inspiro, espiro emettendo iiiiiiiiiiiiiiiiii etc.etc.)
Distensione muscolare
Questo esercizio di distensione muscolare è preferibile farlo da seduti, anche se è comunque possibile
eseguirlo anche in piedi.
Si tratta di eseguire una contrazione cosciente di ogni singola parte del nostro corpo, della durata di pochi
secondi, seguita da una altrettanto cosciente “decontrazione”.
Si deve iniziare dai piedi (arricciare la punta delle dita come per prendere qualcosa, rilasciare, piegare il
piede nella arcata inferiore, rilasciare, alzare il piede tenendo il tallone puntato a terra, rilasciare, puntare
le dita a terra e sollevare il tallone, rilasciare, contrarre il polpaccio, rilasciare, etc.etc. fino ad arrivare, se
ce la facciamo a essere così selettivi, a muovere le orecchie.
L’esercizio nel suo insieme può durare da due a tre minuti; prestare attenzione ad alcuni punti del corpo
(polpacci, glutei) che, se eccessivamente contratti, potrebbero crearci dei fastidiosi crampi; ovviamente non
si deve forzare; lo scopo non è quello di fare sul posto della ginnastica isometrica, ma quello di
“rilasciare” le tensioni muscolari accumulate dalla tensione nervosa.
Esercizi
Per riportare la nostra concentrazione sul “qui ed ora”, è possibile ricorrere ad un esercizio di una banalità
(e profondità) sconcertante: nelle arti marziali cinesi è noto come “prendere la posizione di attenzione”.
In pratica ci si deve mettere in piedi, a piedi uniti, e sollevare gli avambracci sui fianchi, piegando il gomito
all’indietro, fino all’altezza che è possibile raggiungere (contemporaneamente si deve stringere i pugni,
voltati verso l’alto).
Questa posizione deve essere mantenuta per qualche decina di secondi, prestando attenzione a:
Verticalità del corpo, con particolare riferimento alla spina dorsale
L’altezza delle spalle deve essere uguale
Orizzontalità degli avambracci rispetto al terreno
L’altezza degli avambracci (pugni) che deve essere uguale rispetto al terreno.
Gli avambracci devono essere paralleli tra loro
Il torace si deve dilatare, aumentando la capacità respiratoria (si possono fare due-tre ispirazioni-
espirazioni lente e graduali, senza forzare)
Questo esercizio in pratica consiste in una “presa di coscienza” della propria postura, il che ha un effetto
riflesso attraverso un complesso meccanismo neuro-fisiologico sul nostro grado e livello di “attenzione” e
“prontezza” (ok, è meglio farlo da soli, al bagno, magari davanti allo specchio, perché potremmo essere
presi per matti da qualcuno che non ha idea di cosa stiamo facendo).
Voce
La voce è, in definitiva, lo strumento principale del presentatore; possiamo immaginare di essere senza
slide, senza lavagna, senza qualsiasi altro ammennicolo, ma non possiamo fare una presentazione senza
la voce (se abbiamo predisposto del materiale specifico per un pubblico di sordomuti questo sarà
possibile, ma ammettiamo che si tratta della classica eccezione che conferma la regola). Per parlare della
voce possiamo suddividere alcuni punti essenziali, cominciando con la “banale” assenza di voce:
1.
Pause
2.
Intercalari e non-parole
3.
Pronuncia
4.
Velocità
5.
Ritmo
6.
Tono
7.
Volume
1...,49,50,51,52,53,54,55,56,57,58 60,61,62,63,64,65,66,67,68,69,...118
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