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Performance
Livello di stress
Hypostress
Eustress
Hyperstress
Distress
Diagramma livelli di stress
I livelli di stress sono definiti come:
•
Hypostress. E’ una situazione di calma totale, di tranquillità; le nostre reazioni sono del
tutto normali, quasi “lente”; la nostra performance è bassa, condizionata dal livello di
attenzione che è limitato (pensiamo al risveglio del mattino, ovviamente non quando ci
“buttano giù dal letto”)
•
Eustress. E’ il livello in cui l’attenzione è massima, le nostre reazioni sono praticamente
immediate, i possibili “sintomi” di stress sono minimi, poco percettibili
•
Hyperstress. L’attenzione è ancora elevata e le nostre reazioni ottime, ma i sintomi di stress
cominciano ad essere avvertibili e fastidiosi
•
Distress. I sintomi sono molto fastidiosi, tali addirittura da provocare il “blocco” delle
nostre reazioni e impedirci, di fatto, un livello di “performance”
Quindi, in definitiva, noi non dobbiamo affatto “cancellare” lo stress, cercare di “eliminarlo”, perché
questo creerebbe una situazione di Hypostress che non ci consentirebbe di produrre una performance
soddisfacente.
Il nostro scopo dovrà essere quello di “gestire” un livello ottimale di stress, e di prestare attenzione a livelli
eccessivi (Hyperstress) che devono funzionare come “campanelli di allarme” per evitare di cadere nel
Distress, altrettanto negativo.
E’ abbastanza “facile” per non dire banale, suggerire alcune attività “benefiche”, come curare la propria
alimentazione, fare dello sport, prestare attenzione alla salute ecc.ecc.: tutto questo lo si dà per scontato,
anche se, a causa della “vita moderna”, molto scontato non è.
Quello di cui abbiamo bisogno in effetti è un qualcosa che ci permetta di “gestire” lo stress prima e
durante la presentazione, in modo facile ed efficace.
Tai Ji e Qi Gong
Il Taijiquan (o Tai Chi Chuan) (Tronconi, 2006) “è una disciplina appartenente al wushu; è consuetudine
vedere i cinesi praticare taijiquan nei parchi. Le caratteristiche fondamentali del taijiquan sono i movimenti
lenti ed armoniosi, la totale concentrazione, il controllo della respirazione e del corpo, la postura eretta e
bilanciata, con la funzione di armonizzare e dare equilibrio al corpo e come metodo per il benessere della
persona e per la prevenzione dalle malattie.
Si tratta, sostanzialmente, di eseguire una sequenza prestabilita di movimenti lenti e regolari, senza scatti e
interruzioni, tenendo sempre la spina dorsale diritta (e, normalmente, il busto eretto); tutta la sequenza di
base può essere eseguita in circa 5-8 minuti, ma ne esistono varianti più o meno lunghe e complesse che
arrivano ai 25-30 minuti.
Questa ripetizione regolare, lenta, graduale, che comprende il controllo e la regolarità del respiro, della
postura, del movimento, ha un benefico effetto sia sul nostro corpo che sulla psiche.
Training autogeno
Il Training Autogeno è una tecnica elaborata all’inizio del ‘900 da J.H. Schultz, medico internista,
psicologo e psichiatra, che ne pubblica l’opera “fondamentale” nel 1932.
“Training Autogeno” significa, letteralmente “allenamento auto generato”.
Un allenamento è l'apprendimento graduale di esercizi (sistematici e ripetuti), che in questo caso
riguardano sia l'aspetto fisico che quello psichico.